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Famiglie in Gioco: quando il gioco diventa un ponte tra generazioni

In un clima disteso e giocoso, ogni gesto diventa occasione di cura: un abbraccio dopo un gioco, uno sguardo complice, una risata condivisa. Famiglie in Gioco ci ricorda che crescere insieme è possibile. Basta fermarsi, mettersi in cerchio e… cominciare a giocare.



Nel gioco, la chiave per costruire comunità


In un tempo dominato dalla fretta, dagli impegni incastrati tra lavoro, scuola e incombenze quotidiane, Famiglie in Gioco rappresenta un momento sospeso, un invito a rallentare per ritrovarsi. È molto più di un laboratorio: è uno spazio simbolico dove il gioco diventa linguaggio condiviso, occasione concreta per mettersi in ascolto reciproco e vivere relazioni più profonde, autentiche.


Il laboratorio si fonda sulla pedagogia del circo sociale, che unisce movimento, espressività e relazione. Attraverso esercizi teatrali, giochi cooperativi e attività di gruppo, si lavora sull’ascolto reciproco, sulla fiducia e sul piacere di stare insieme senza giudizio. Non si tratta di “insegnare” qualcosa ai bambini, ma di imparare con loro, accogliendo la meraviglia dell’imprevisto e la bellezza dell’incontro.


All'interno del progetto AgorHub, finanziato dall’Unione Europea tramite il programma NextGenerationEU, questo laboratorio rappresenta un tassello fondamentale: creare spazi accessibili, gratuiti, dove le famiglie possano sentirsi parte di una comunità che accoglie, sostiene e valorizza. Un tempo lento e consapevole che mette al centro il benessere relazionale, l’inclusione e la partecipazione attiva.



High angle view of a colorful playground

Oltre i ruoli, dentro il gioco: la magia della condivisione.


Giocare tra adulti e bambini, alla pari, significa spogliarsi per un attimo dei ruoli consueti – il genitore che educa, il figlio che apprende – e incontrarsi in un terreno comune, fatto di movimento, creatività e leggerezza. In quel contesto, si crea un equilibrio nuovo: l’adulto non “insegna” ma si mette in gioco; il bambino non “segue”, ma guida, propone, inventa. Nasce così un dialogo fatto di sguardi, risate, tentativi condivisi, dove entrambi si riscoprono capaci di stupirsi, sostenersi e divertirsi insieme.


Famiglie in Gioco restituisce centralità all’incontro intergenerazionale non come “tempo extra” da ritagliare, ma come vero e proprio nutrimento relazionale. Qui si costruiscono ricordi, si rinsaldano i legami, si impara che il gioco non è un premio o una pausa… ma una forma di relazione, una pedagogia affettiva, un atto di cura reciproca.






La complicità si costruisce… giocando


Giocare insieme non è solo un passatempo: è un linguaggio emotivo, un canale attraverso cui adulti e bambini si riconoscono, si ascoltano, si avvicinano. È in quel gesto semplice – lanciarsi una palla, costruire qualcosa, ridere senza motivo – che si sviluppano forme di empatia e fiducia che nessuna parola riesce a sostituire. Il gioco, in questo senso, diventa una pedagogia affettiva: un modo per insegnare e apprendere, ma anche per amare, prendersi cura, essere presenti. Famiglie in Gioco non propone un’animazione esterna, ma costruisce uno spazio di intimità collettiva. È lì che nascono i ricordi che restano, quelli che non si archiviano in una foto ma si radicano nel corpo e nella memoria emotiva. Ed è da questi momenti che si rinsaldano relazioni spesso affaticate da ruoli rigidi o da assenze prolungate.








 
 
 

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