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Soufflé di Clownerie: un laboratorio di creatività e gioco a Roghudi a cura di Associazione Urbana ETS

Il laboratorio Soufflé di Clownerie e Piccolo Circo si è svolto con successo a Roghudi il 29 e 30 dicembre, offrendo ai bambini un'esperienza unica di creatività e gioco. Attraverso giochi di gruppo, improvvisazioni e tecniche di clownerie, i partecipanti hanno esplorato la loro corporeità e quella degli altri, scoprendo la bellezza della fragilità e della relazione autentica. Il laboratorio ha rappresentato un ponte fondamentale tra generazioni e innovazione sociale, creando un ambiente fertile per lo sviluppo locale e la coesione sociale. ¹





Soufflé non è stato solo un laboratorio di tecniche circensi. È stato soprattutto un’occasione per ridere, cadere e rialzarsi insieme, imparare che la fragilità non è un difetto, ma una porta che si apre sulla relazione autentica. Il clown, figura centrale del percorso, ha insegnato che anche nell’errore c’è bellezza, che si può fallire con grazia e che il gioco, se condiviso, diventa un potente strumento educativo. Attraverso giochi teatrali e improvvisazioni, i bambini hanno vissuto un percorso dove corpo, emozione e immaginazione si intrecciano. Il laboratorio ha generato momenti di ascolto profondo, collaborazione e creatività, contribuendo a rafforzare legami e a costruire fiducia.













Quando il gioco diventa incontro e crescita: l’arte di costruire relazioni vere


Nel laboratorio Soufflé, questo valore si esprime pienamente: il gioco diventa uno spazio protetto ma libero, dove ogni partecipante può sperimentarsi senza il timore di sbagliare. Anzi, è proprio l’errore, l’inciampo, il goffo tentativo che diventa terreno fertile per creare legami, per ridere insieme, per abbattere le distanze. Il gioco, in questo contesto, è profondamente educativo perché non impone, ma coinvolge. Non chiede prestazioni, ma partecipazione. È un processo orizzontale, in cui tutti hanno lo stesso valore e in cui ogni fragilità può diventare risorsa per il gruppo. E così si cresce: non da soli, ma insieme.




La dimensione del giocare insieme


Durante i laboratori, i corpi si avvicinano, si coordinano, si sostengono. Si scopre che per stare in equilibrio su un attrezzo o costruire una piramide umana non basta la forza, serve la fiducia. Si capisce che per far ridere qualcuno serve empatia. E che, per creare una piccola scena teatrale, bisogna ascoltarsi. È in questo spazio che il gioco diventa crescita: perché mette in movimento il corpo e le emozioni, aiuta a conoscersi meglio, a stare con gli altri in modo più consapevole, a sentirsi parte di qualcosa. Un gioco che lascia tracce, non solo fotografie. Che costruisce comunità, non solo momenti. Ed è forse proprio questo il suo più grande potere: trasformare l’ordinario in straordinario, il tempo in esperienza, le persone in relazioni.


Guarda un piccolo estratto del laboratorio Soufflé di Clownerie a Roghudi, dove i bambini hanno sperimentato la magia del circo e della clownerie, scoprendo se stessi e gli altri attraverso il gioco e la creatività.




 
 
 

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